Endodonzia

L’endodonzia si occupa delle patologie a carico della polpa contenuta all’interno dei denti.
La polpa dentaria, costituita da terminazioni nervose, arterie, vene e tessuto connettivo, è contenuta nella camera pulpare e nei canali radicolari, che in alcuni casi sono superiori al numero delle radici del dente. La sua funzione è quella di permettere il corretto sviluppo del dente e mantenerne la vitalità e quindi la sensibilità.

Le cause del danneggiamento della polpa sono molteplici:

  • la carie che, dopo aver invaso smalto e dentina arriva in profondità (è la causa più comune)
  • i traumi facciali
  • le fratture dentali con esposizione pulpare
  • gravi abrasioni dovute ad esempio a bruximo (rare)

 

I sintomi possono essere:

  • sensibilità al caldo al freddo ed agli zuccheri
  • dolore pulsante
  • dolore che aumenta in posizione supina e di notte
  • dolore continuo o intermittente, resistente ai farmaci
  • dolore aggravato dal caldo e ridotto dal freddo

“Lesione periapicale guarita dopo terapia canalare”

Quando l’infiammazione pulpare è acuta si parla di pulpite, un processo flogistico ingravescente considerato uno dei dolori più forti che si possano provare! Il danneggiamento della polpa può essere il risultato anche di un’ infiammazione cronica che porterà sempre in modo più o meno doloroso o anche asintomatico, alla necrosi, ovvero alla “morte” del dente.

Quindi se, indipendentemente dalla causa del problema, la polpa risulta infiammata, danneggiata o in necrosi (come in presenza di ascessi e granulomi), l’unico modo di evitare l’estrazione del dente è ricorrere alla terapia canalare o trattamento endodontico, anche conosciuto come “devitalizzazione” (termine improprio in caso di denti necrotici).

L’odontoiatra provvede quindi a rimuovere la polpa dentale infiammata o necrotica per tutta la lunghezza delle radici e, dopo aver deterso e sagomato i canali radicolari inserirà un materiale di otturazione permanente, la guttaperca, assolutamente biocompatibile. La terapia si conclude con una otturazione coronale, ovvero una ricostruzione della parte del dente mancante per permettergli di riprendere la propria funzionalità.

Tale procedura, ormai praticata con ampio successo da decenni, permette di evitare ripercussioni gravi sui tessuti attorno al dente interessato, e di conservare un elemento altrimenti da estrarre. Dopo la terapia il dente non sarà più sensibile agli stimoli termici e dolorifici, ma rimarrà comunque esposto all’insorgenza di eventuali nuove carie.

Il dente trattato risulterà più fragile e quindi più a rischio di frattura. Per questo si valuterà se eseguire una semplice otturazione, qualora il dente conservasse abbastanza sostanza dentale, o se ricorrere alla sua protezione con intarsi o corone protesiche.